Ad una mano da Protagora...
… Che cosa ti piomba stasera?
Il dialogo socratico!
Socrate, colui che ignora per definizione e ricerca al fine di capire… nessuna fonte eristica, solo la categoria sacrosanta della curiosità e della meraviglia.
Uomini d’altro genere… e, non è perché s’interscambiavano con gli allievi pensieri e “liquidi” d’umana fattura, ma perché erano speciali già in embrione.
Come mamà li fece… senza zuccheri aggiunti!
Gente! che pagherei per parlare con un socratico e sciorinare i miei ricordi in libertà.
Parlare di tutte le piccole e grandi stranezze che sin da bambini ci hanno nutriti… tutte le fantomatiche curiosità impartite a forza nel cervello… come respirare a pieni polmoni alle cinque del mattino per ossigenare il cuore.
Dalle mie parti, farlo in qualsiasi stagione, è quasi un piacere… nel mio periodo milanese, d’inverno, sentivo gli alveoli frantumarsi sotto il peso d’un ghiaccio bastardo che il fiato te lo mordeva e, se campavi per il giorno, ringraziavi avi, notti e zii per la cara carognata che t’avevano insegnato.
O forse perché loro non erano mai usciti al di là della loro via e, delle loro certezze, ne facevano universalità… vai a capirle certe cose!
Ma non è mica di Socrate che vi parlo… “troppo semplice, troppo facile… troppo semplice” mi piace citare la battuta di Saro Urzì in Sedotta e abbandonata; comica perché fedele alla realtà.
Protagora l’eracliteo, il tipo che aveva le misure di Bossi con l’umore attuale di Fini; Eraclito, lo ricordate?
Non è che era uno spasso d’uomo… cavoli, lui e l’oscuro camminavano a braccetto… si raccontavano i segreti e non li svelavano a nessuno… ti faceva, al caso, il gesto dell’ombrello.
Protagora, che lo seguiva, ha esordito - con pena la condanna d’empietà e fuga grazie a Pericle – con “L’uomo è misura di tutte le cose” e qui agnostici, anarchici… premier vari e ampolle con zattere e Po, hanno fondato le loro radici, sviluppato il loro Ego e annientato L’Es – l’istinto – perché d’istinto raffinato hanno elaborato la nuova coscienza di classe.
E qui Marx stavolta, non c’entra!
Ma la civiltà a misura d’uomo comincia a fare acqua… forse ha fatto sempre acqua.
Se per uomini intendete quei tipi in calzerotti e boxer che talvolta si svegliano accanto a voi e guardandoli vi dite “… cazzo ho bevuto ieri sera?” non è esattamente di loro che parlo.
Il concetto di uomo è il fumo, l’anello di congiunzione fra l’uomo e il leghista che troviamo… il primate mancante e, con peli o no, possiede una pelliccia d’indifferenza che non si flagella neanche a colpi di frusta.
Potagora: perché uomo e non donna?
Lo potrei anche capire, visti i tempi, ma le tuniche che strisciavano sull’erba erano filate, tessute, pulite e ideate dalle donne… anche la foglia di fico l’ha data una donna – volentieri avrei offerto il cactus… particolari! -
Un uomo che sia inizio e fine d’universo è il limite offerto da Nietzsche e, per ciò che ha offerto all’ideologia social-nazionalista, non credo che possa bastare o offrire un supporto alla reale commisurazione con l’altro.
Congetture e giri di parole le mie… tesi indimostrabili fatte per non essere considerate ma, rivedere le origini, mi da modo di capire cosa mi trovo oggi di fronte… compresa l’azione archeologica e mitologicamente errata del collega che ti tocca il culo facendo finta di niente.
!!Protagora!! l’uomo non è misura… prende le misure.